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A pochi minuti dal centro di Perugia, sul versante di Monte Malbe rivolto verso San Marco e la città, questa villa unifamiliare si inserisce in uno dei contesti residenziali più esclusivi e silenziosi dell’area. Intorno, soltanto natura, campi agricoli, il bosco del monte e un panorama aperto che restituisce una sensazione di rara libertà.
La proprietà si sviluppa su un lotto completamente pianeggiante di circa 3.400 mq: una caratteristica pressoché irripetibile in questa zona collinare. L’accesso avviene direttamente da Via del Larice, in un contesto di ville di pregio immerse nel verde. Il terreno, interamente ricoperto da un manto erboso curato, ospita alberi adulti, ulivi e numerose varietà di alberi da frutto che scandiscono il giardino come una costellazione vegetale fatta di profumi, ombre e colori mutevoli durante le stagioni. Nulla è casuale: le piantumazioni sono state pensate in relazione diretta con l’architettura della casa, come parte integrante della composizione.
L’edificio si colloca volutamente sul fondo del lotto, lontano dalla strada, per lasciare al giardino il ruolo di protagonista e garantire il massimo della privacy. La villa si adagia sul terreno secondo il progetto dell’architetto Roberto Luciano Vergoni e dell’ingegnere Luciano Vagni, concluso nel 1978. Un’opera rara non solo per Perugia, ma per l’intera regione: testimonianza autentica di quella stagione dell’architettura italiana capace di interpretare in modo radicale, positivo e sperimentale il rapporto tra spazio, luce e abitare.
La casa ricorda una partitura jazz, omaggio implicito alla città che da decenni vive di musica e improvvisazione, dove la pianta diventa ritmo incessante di linee spezzate che si intersecano e generano una sequenza continua di spazi, percezioni e variazioni emotive. Gli ambienti sono modellati da tagli di luce verticali, orizzontali e zenitali che scandiscono la giornata trasformando costantemente l’atmosfera domestica. Le altezze interne oscillano dai 2,40 ai 4,20 metri, quasi a rovesciare simbolicamente le cifre, creando continue dilatazioni e compressioni spaziali. Ogni ambiente cambia relazione con chi lo abita e con la natura circostante, inquadrata come una serie di fotografie sempre differenti.
La villa non presenta un prospetto principale nel senso tradizionale del termine. Si sviluppa organicamente nel lotto, senza gerarchie compositive rigide, come un organismo vivente che si lascia scoprire gradualmente. L’ingresso avviene attraverso un volume sospeso, rialzato di tre gradini dal terreno: una grande apertura vetrata introduce al soggiorno, cuore della casa, organizzato secondo il principio del Raumplan in un unico ambiente articolato e fluido.
Qui la luce naturale entra da tre lati differenti, filtrando attraverso portici alternati che permettono di vivere gli esterni in ogni momento della giornata e in ogni stagione. Lo spazio cambia continuamente: al mattino raccolto e silenzioso, al tramonto teatrale e vibrante. Il soggiorno si articola in quattro aree distinte, ingresso, conversazione, pranzo e zona TV, unite da una straordinaria continuità spaziale.
Al centro della composizione emerge la scala, autentica colonna vertebrale della casa. Realizzata in cemento prefabbricato, mostra con sincerità ogni singolo gradino come elemento autonomo. Un gesto brutalista di colore grigio scuro che si staglia contro il bianco neutro degli interni, illuminato dall’alto dalla luce zenitale del lucernario.
La distribuzione degli ambienti è costruita attraverso un raffinato gioco di percorsi e sfalsamenti. Un corridoio articolato sostituisce le porte tradizionali e diventa elemento di separazione acustica e luminosa tra gli spazi. Girando verso la zona pranzo, l’architettura esplode improvvisamente in una sorprendente verticalità asimmetrica che incornicia il terrazzo e, sullo sfondo, il profilo di un grande pino sempreverde. Lo sguardo viene naturalmente guidato verso l’alto dai tagli di luce e dalla tensione dei volumi.
La cucina, collegata direttamente alla sala da pranzo, è organizzata su due lati con spazio centrale per un tavolo o un’isola. Qui un camino dedicato alla cucina e alla convivialità trasforma le serate autunnali in un’esperienza intima e domestica. Dalla cucina si accede al portico esposto a nord: un grande spazio fresco e protetto, pensato per la vita estiva all’aperto, arricchito da elementi architettonici orizzontali come sedute integrate e dal volume verticale del camino.
Procedendo verso la zona notte, le altezze si abbassano e gli spazi si fanno più raccolti, accompagnando naturalmente verso una dimensione privata e protettiva. Il cuore di questa parte della casa è un ulteriore spazio dilatato affacciato su un portico più intimo, ideale come studio, area gioco o luogo d’incontro. Da qui si accede al bagno comune, a un ripostiglio facilmente trasformabile in bagno di servizio per gli ospiti e a due camere per figli, una doppia e una singola, entrambe progettate per integrare libreria, scrivania, armadiature e letto.
Sul lato opposto, completamente separata e priva di muri condivisi con la zona dei figli, la suite matrimoniale garantisce il massimo della privacy. Un ambiente composto da camera, cabina armadio e bagno en suite, pensato come rifugio silenzioso immerso nel verde.
Al primo piano trova spazio una mansarda di circa 30 mq, luminosa e dinamica, illuminata da aperture verticali, porta finestra e Velux. Uno spazio versatile, ideale come studio creativo, camera ospiti o seconda zona living, con possibilità di realizzare un ulteriore bagno dedicato agli ospiti. La porta finestra conduce a una terrazza solarium esposta a sud con vista aperta su Perugia.
Scendendo invece al piano interrato si apre un ulteriore ambiente di circa 30 mq illuminato naturalmente da una grande bocca di lupo pensata per essere integrata con vegetazione. Uno spazio perfetto come sala hobby, playroom o secondo soggiorno per i figli. Sullo stesso livello trovano posto un ampio garage di circa 35 mq, una lavanderia, un magazzino e un locale tecnico di circa 20 mq. Il garage è raggiungibile tramite una scenografica rampa curva che abbraccia la casa seguendone il disegno organico.
I materiali sono stati scelti con straordinaria coerenza e sensibilità. L’intonaco grezzo bianco, utilizzato sia all’interno che all’esterno, rafforza l’idea di continuità tra architettura e paesaggio, tra spazio interno ed esterno. I pavimenti in legno scaldano gli ambienti principali, mentre il cotto Brunelleschi caratterizza cucina, mansarda e taverna. Nei bagni, piastrelle ceramiche bianche con dettagli gialli introducono il colore guida dell’intera casa: il giallo ritorna infatti nelle porte e nei battiscopa come un raffinato fil rouge progettuale. Gli infissi sono in legno con vetri antisfondamento, mentre gli elementi strutturali in cemento armato attraversano la casa come corpi serventi, dichiarando apertamente la loro funzione.
L’edificio alterna momenti in cui si ancora al terreno ad altri in cui sembra sollevarsi delicatamente da esso, quasi a preservare il vero cuore della composizione: il giardino.
Più che una semplice abitazione, questa villa è un’esperienza architettonica rara, intensa e profondamente umana. Una casa capace di emozionare ogni giorno attraverso la luce, il silenzio, le proporzioni e il continuo dialogo con la natura.
Oggi attende un nuovo custode: qualcuno capace di comprenderne il valore, abitarne gli spazi con sensibilità e continuare la storia di un luogo pensato per essere vissuto con autenticità, libertà e meraviglia.






The 1970s in Perugia were a period of intense demographic and urban expansion, marked by the need to create new satellite neighborhoods (such as San Sisto, Elce, or the areas at the foot of the acropolis) and to equip the city with modern infrastructure and multi-functional centers. In this context, the Vagni-Vergoni duo established themselves as a key reference point for both private clients and public commissions.
Architect Roberto Vergoni: A prominent figure in local architectural culture, Vergoni was also a central figure at an institutional level, eventually serving as President of the Order of Architects of Perugia. His design approach was influenced by the currents of Italian late-rationalism, characterized by rigorous geometric design, the use of clean volumes, and a strong focus on integrating buildings into the social and urban fabric.
Engineer Luciano Vagni: Graduating from the Polytechnic University of Turin in 1970 and registered with the Perugia professional association since 1971, Vagni brought exceptional structural and infrastructural expertise to the firm. In addition to his calculation work for new constructions in the 1970s and 80s, Vagni eventually became one of Umbria's foremost experts in the consolidation of historic buildings (his subsequent extensive restoration and archaeological excavation work beneath the Cathedral of San Lorenzo in Perugia is well-known).
The firm operated on various scales, leaving a recognizable mark on the Perugia hinterland:
Urban Planning and Detailed Plans: In the late 1970s, the Municipal Administration of Perugia entrusted Roberto Vergoni with the drafting of significant urban variations and Detailed Plans (such as the one for the Villa Pitignano area), designed to accommodate new community centers, public markets, schools, and parish complexes.
Residential and Multi-functional Buildings: The firm distinguished itself by designing condominium and office complexes that sought to overcome the drabness of the "building speculation" typical of those years. Their Perugia structures favored the use of exposed reinforced concrete combined with large glass surfaces or finishes in typical Umbrian brick, but interpreted in a modern and geometric key.
The Vagni-Vergoni firm effectively ushered Perugia into the architectural modernity of the second half of the twentieth century, combining technical rigor with the first major considerations on coordinated urban planning for the modern city.